Il Pentagono afghano in bancarotta
Hamid Karzai ha invitato un giornalista del Monde a Kabul, si è fatto trovare nel suo ufficio modesto, con la scrivania in ordine e i documenti impilati con cura, gli ha offerto caffè e dolcetti, e ha spiegato, soppesando le parole con aria grave, perché quei “colonizzatori” degli americani stanno sbagliando tutto, perché lui, presidente dell’Afghanistan elegante e orgoglioso, non cederà alla “guerra psicologica” messa su da Washington per costringere Kabul a firmare l’accordo sulla sicurezza.
15 AGO 20

Hamid Karzai ha invitato un giornalista del Monde a Kabul, si è fatto trovare nel suo ufficio modesto, con la scrivania in ordine e i documenti impilati con cura, gli ha offerto caffè e dolcetti, e ha spiegato, soppesando le parole con aria grave, perché quei “colonizzatori” degli americani stanno sbagliando tutto, perché lui, presidente dell’Afghanistan elegante e orgoglioso, non cederà alla “guerra psicologica” messa su da Washington per costringere Kabul a firmare l’accordo sulla sicurezza. La pace ci sarà, dice Karzai, ma alle sue condizioni, senza le minacce degli americani: tutti parlano segretamente con i talebani, sicuramente gli americani, dice il presidente, “ma anche noi abbiamo i nostri contatti”, ribadisce, a dimostrazione del fatto che se c’è qualcuno che fa il doppio gioco certo non è lui.
Il ritiro degli americani è previsto per il 2014, e Karzai non fa che alzare la posta, con aria sempre più sbruffona, perché vede dall’altra parte confusione e, soprattutto, gran voglia di levarsi dall’agenda i guai afghani. Era questo uno dei rischi che l’Amministrazione Obama ha corso buttandosi prima nel “surge” e poi nel suo contrario, cercando di porre fine alla questione afghana – ecco cos’è diventata la guerra al terrore – con i droni, allontanandosi quanto più possibile dal terreno, dai cuori e dalle menti degli afghani. Il rischio s’è concretizzato, ormai è realtà, e a testimoniare questo pasticcio c’è un palazzo, poco lontano dall’ufficio di Karzai: è il Pentagono afghano, una fortezza di cinque piani che gli americani hanno voluto costruire come simbolo della difesa afghana. Il progetto era ambizioso, ora non ci sono più i soldi per finirlo.